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Il mese di luglio 2014 è stato caratterizzato dall'inizio di una nuova attività subterminale in prossimità della base e del medio fianco orientale del Cratere di Nord-Est, e da una discontinua e debole attività esplosiva/stromboliana al nuovo Cratere di Sud-Est.

Cartina del quadro eruttivo realizzata da Giorgio Costa. Fonte della mappa: Rapporti settimanali dell'INGV sull'attività eruttiva dell'Etna | Nota * La propagazione del campo lavico è approssimativa, non del tutto reale
Cartina del quadro eruttivo realizzata da Giorgio Costa. Fonte della mappa: Rapporti settimanali dell'INGV sull'attività eruttiva dell'Etna | Nota * La propagazione del campo lavico è approssimativa, non del tutto reale

I primi giorni di luglio sono stati caratterizzata da deboli e discontinue emissioni di cenere proveniente da uno sfiato sull'orlo sud-orientale del nuovo Cratere di Sud-Est che sono ripetutamente cessate e ricominciate nel corso dei giorni successivi.
L'evento di maggior rilievo di questo mese è stato l'apertura di una frattura nel primo pomeriggio del 05 luglio in una zona situata alla base orientale del Cratere di Nord-Est a circa 3050 mt di quota (vedi mappa sopra); la formazione di questa frattura è stata rilevata dalla webcam sensibile dell'INGV-OE posta a Monte Cagliato (vedi la successione di frame in fondo pagina che mostrano l'evoluzione del campo lavico prodotto nel corso delle settimane di attività). Al calar del sole era visibile una bocca che produceva una vivace e frequente attività di spattering, mentre da ulteriori due punti avvenivano esplosioni stromboliane discontinue che sono cessate nel corso delle ore successive, ed una debole colata di lava avanzava per circa un centinaio di metri (qui un video girato da Klaus Dorschfeldt la sera del 05/07). 

Nel corso delle giornate seguenti, l'attività più vivace è passata a due bocche; il primo punto, situato a valle della frattura, era lo stesso dal quale avveniva l'intensa attività di spattering, che aveva provocato la formazione di un hornito (dallo spagnolo = piccola fornace, foto sotto), mentre poche decine di metri più a monte un nuovo ulteriore punto produceva esplosioni più energetiche, ma meno frequenti.

PHOTO: Marco Neri, 7 luglio
PHOTO: Marco Neri, 7 luglio

Per distinguere le due bocche, in questo rapporto saranno identificati come C1, quello più a valle e con C2, quello più a monte.
Durante la prima settimana, i fenomeni tendevano ad intensificarsi gradualmente di giorno in giorno provocando la cospicua crescita di due conetti intorno alle bocche eruttive: la colata di lava, proseguiva lentamente ad avanzare essendo poco alimentata per circa 1,5 km in direzione est-nordest all'interno della Valle del Leone e portando alla formazione di due bracci. L'attività eruttiva è poi passata a vivace attività stromboliana da entrambe le bocche ed è proseguita senza particolari variazioni fino al 16 luglio, momento in cui l'attività da C1 era diminuita vistosamente in intensità, mentre continuavano in maniera energetica le esplosioni da C2. I fenomeni hanno così iniziato ad avere alcune fluttuazioni nel loro andamento, sia nell'attività stromboliana che nell'emissione di lava.
Durante un sopralluogo in area sommitale effettuato da Vincenzo Greco nella mattina del 17 luglio si è osservato un cambiamento; il conetto C1 aveva subìto un collasso (ultima foto sotto), lasciando al posto delle scorie saldate una depressione grossomodo circolare da cui ha ripreso con più vigore l'attività eruttiva.

PHOTO: Tito Barbagiovanni, 15 luglio
PHOTO: Tito Barbagiovanni, 15 luglio
PHOTO: Massimo Lo Giudice, 16 luglio
PHOTO: Massimo Lo Giudice, 16 luglio

PHOTO: Giò Giusa, 17 luglio
PHOTO: Giò Giusa, 17 luglio
PHOTO: Salvatore Costanzo, 17 luglio
PHOTO: Salvatore Costanzo, 17 luglio

Con il collasso di C1, si è assistito alla formazione di un unico piccolo cono a forma di ferro di cavallo (CN1), che ha raggiunto la massima altezza di circa 20-30 metri; una specie di taglio localizzato a est del conetto, favoriva la fuoriuscita di un trabocco inizialmente ben alimentato, che provocava ripetute sovrapposizioni e numerosi bracci, che hanno allargato e ispessito il campo lavico.
Successivemente, l'attvità eruttiva da C2 ha iniziato ad indebolirsi in maniera graduale fino all'esaurimento di ogni fenomeno nella notte tra il 24 ed il 25 luglio; in mattinata, anche le esplosioni da C1 iniziavano a diminuire, mentre proseguiva in maniera pressoché invariata l'effusione di lava da diversi punti alla base orientale e sud-orientale del conetto. Intorno alle 10:50, circa 200 metri a nord dal piccolo cono si è assistito alla formazione di una nuova bocca eruttiva (C3), che nei suoi momenti iniziali produceva frequenti emissioni di cenere e/o vapore, accompagnati da esplosioni stromboliane; tali fenomeni hanno proseguito lentamente ad incrementarsi nel corso del pomeriggio, momento in cui durante un sopralluogo effettuato da Giorgio Costa, Vincenzo Greco e Davide Caudullo in alta quota, è stato osservato l'aumento dell'attività eruttiva da C1, mentre per la prima volta dall'inizio di questa eruzione, anche C2 ha iniziato a produrre emissioni di cenere in maniera discontinua (foto sotto, a sinistra). Durante le quattro ore trascorse a Pizzi Deneri, si è notata la prosegressiva seppur graduale diminuzione dell'emissione di cenere da C3 e un aumento nella frequenza e nell'energia delle esplosioni (
foto sotto, a destra), che producevano secchi e violenti boati. La frequenza degli eventi è variata da un minimo di 1-2 esplosioni al minuto nel pomeriggio, fino ad un massimo di 6-7 eventi la sera. Un video girato da Klaus Dorschfeldt durante la permanenza in quota è disponibile qui.

PHOTO: Giorgio Costa. Attività esplosiva da C2 con emissione di cenere, e trabocco lavico dal fianco orientale del conetto
PHOTO: Giorgio Costa. Attività esplosiva da C2 con emissione di cenere, e trabocco lavico dal fianco orientale del conetto
PHOTO: Giorgio Costa. Un'esplosione stromboliana da C3
PHOTO: Giorgio Costa. Un'esplosione stromboliana da C3

PHOTO: Giò Giusa. Esplosioni stromboliane da C3 (a destra) e da C4 (a sinistra)
PHOTO: Giò Giusa. Esplosioni stromboliane da C3 (a destra) e da C4 (a sinistra)

Nella notte tra il 25 ed il 26 luglio, si è aperta un'ulteriore bocca (C4) pochi metri a sud di C3 (foto sopra). Violente esplosioni avvenivano ad intervalli di pochi secondi e lanciavano materiale incandescente per oltre 100/150 metri e in alcuni casi fino a 200, superando talvolta l'orlo craterico del Cratere di Nord-Est per poi ricadere fino anche a diverse centinaia di metri dal punto di emissione; l'esplosione delle bolle di gas nelle bocche eruttive (fenomeno esclusivamente superficiale e totalmente innocuo) ha causato per diversi giorni frequenti e potenti boati ben udibili dai paesi pedemontani, e favoriti anche dalla direzione del vento. Vedi video sopra registrato da Boris Behncke il 29 luglio, che mostra CN2 in attività stromboliana e i boati prodotti. Nella giornata del 27, le esplosioni ed il bagliore provocato dalla colata riflesso sul plume prodotto dal Cratere di Nord-Est erano ben visibili dalla costa siciliana settentrionale e dalle Isole Eolie; nel corso di questa giornata ha iniziato a crescere un ulteriore piccolo cono attorno C3 e C4, provocando l'unione delle due bocche in una sola (CN2). Da un'apertura a taglio situata anche in questo caso sul fianco orientale di CN2 ha avuto inizio una piccola colata di lava che ha percorso poche centinaia di metri arrestandosi poco prima di raggiungere la base settentrionale di CN1. Da questo stesso punto, sono avvenuti nei giorni successivi ulteriori trabocchi poco alimentati, che si sono sempre arrestati pochi metri dopo la loro fuoriuscita.

PHOTO: Giò Giusa. Esplosione stromboliana da CN2 nella mattina del 28 luglio
PHOTO: Giò Giusa. Esplosione stromboliana da CN2 nella mattina del 28 luglio

Mentre le esplosioni da CN2 proseguivano vivacemente, sia C1 che C2 hanno cessato di produrre attività eruttiva tra il 27 ed il 28, ma proseguiva l'emissione di lava in maniera pressoché invariata ed il campo lavico (frames sotto) aveva raggiunto la "sella" che divide la Valle del Leone dalla Valle del Bove, a circa 1,8 km da CN1, senza però riversarsi nella discesa in direzione di Monte Simone. Simultaneamente, il nuovo Cratere di Sud-Est produceva deboli emissioni di cenere e gas caldo ad alta temperatura senza essere accompagnati da getti stromboliani.
Nel corso del mese, il degassamento è stato principalmente a carico del Cratere di Nord-Est fino alla seconda metà di luglio, momento in cui è vistosamente diminuito in corrispondenza con l'incremento dell'eruzione alla sua base.
L'attività eruttiva è proseguita da CN2, in maniera invariata fino alla fine di luglio e al momento (31 luglio 2014) entrambe le bocche di CN1 hanno ridotto la loro attività a solo degassamento (qui una foto) e/o debolissima attività stromboliana da C1.


L'eruzione in corso sull'Etna dallo scorso 05 luglio rientra nella tipologia di eruzioni "subterminali", ovvero che avvengono proprio alla base o sul fianco di un cratere sommitale ed ha un'intensità piuttosto modesta, diversamente da quanto diffuso da diverse fonti. Già in passato si sono avuti casi simili nel 1956, nel febbraio 1964, nella primavera del 1968, per oltre un anno e mezzo tra il 1975 e 1977 nella zona di Punta Lucia (qui una foto), per 9 mesi nel 1999 e più recentemente nel 2006.
L'inizio di questa nuova fase eruttiva è probabilmente legata al fatto che è in arrivo un nuovo carico di magma a seguito della ricarica profonda in atto da marzo, che probabilmente spingendo ha portato in superficie questo magma residuo e degassato (non ricco in gas); tuttavia è molto probabilmente che nel corso delle prossime settimane si abbiano attività simili a quelle avvenute lo scorso autunno anche dai crateri sommitali. 

Autore: Giorgio Costa
Pubblicato il: 31 luglio 2014